Un sorriso per tutti tranne che per me


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La dignità e il rispetto per la persona umana penso che siano le prerogative più importanti per un vivere sano e civile.
Purtroppo questi valori nella ns. società e nelle  piccole comunità vengono sostituiti, calpestati e cosa peggiore non tramandati più come “ ideologia del vivere con principi morali”.
Scrivo queste parole con amarezza e tristezza poichè la vicenda in questione tocca me personalmente e la mia famiglia, ma potrebbe riguardare anche altre persone.
Alle persone che spero indagheranno su tutto questo faccio un appello:
spesso un esposto fatto da persone semplici e tranquille che si trovano in situazioni difficili e si sentono sole non ha la risonanza e l’effetto desiderato perché oggi ci soffermiamo poco anche su quello che leggiamo e magari non ci accorgiamo che dietro un pezzo di carta ci può essere un profondo malessere.
Fatte queste premesse racconto la mia storia.
Sono una cittadina di S.Fele un piccolo paese della Basilicata che purtroppo dei 365 giorni  previsti da calendario solo nel periodo estivo ed in occasione della festa patronale  si ridipinge la facciata e appare come un luogo sereno e vivibile, mentre per il resto del tempo appare mesto e cupo con tantissime problematiche da affrontare e spesso mai risolte.
Una di queste problematiche è data dalla popolazione anziana che rappresenta il 75%  della ns. comunità.
A tal proposito, il comune di S.Fele, dichiara di volere  far fronte a questa situazione realizzando una struttura residenziale per l’erogazione di servizi assistenziali a favore della popolazione anziana.
L’idea di questo progetto  “APPARE “ nobile e meritevole di considerazione soprattutto perché è destinata a persone che hanno il diritto di vivere la terza età in tranquillità, serenità e senza disagi.
L’Amministrazione comunale si pone come obiettivo prioritario  ( cito testualmente le delibere che hanno preceduto questa storia ) di fornire “ Risposte concrete alle esigenze di assistenza ospitalità delle persone anziane “.
L’intenzione è quella di creare ambienti simili alle rispettive abitazioni per far sì che l’ANZIANO non subisca un distacco traumatico dalla originaria residenza, attraverso l’inserimento che consenta il mantenimento dei rapporti con la famiglia e i propri amici.
Questo Ente, dispone degli insediamenti prefabbricati installati a seguito dell’evento sismico del 23 Novembre 1980, per fronteggiare la susseguente emergenza abitativa.
Oggi gran parte di essi risulta occupato da soggetti in buona parte “ NON AVENTI TITOLO PER L’UTILIZZO“ in base alla normativa all’epoca emanata.
Il corpo di fabbrica individuato per l’esecuzione del  progetto di cui sopra,  punto cruciale di questa storia, non è ancora nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale  perché occupato tuttora da un’inquilina che allo stato attuale delle cose è diventata,  “ PERSONA SCOMODA “.
A tal proposito, arriviamo alla nota più stonata di questa storia e per certi versi  assurda.
La malcapitata  è un’ ANZIANA SIGNORA DI 76 ANNI, madre della scrivente, alla quale è stato concesso in uso il locale nell’anno 1990, in seguito ad un atto di sfratto per finita locazione.
Non stiamo parlando di un’adolescente ma di una persona, ripeto ANZIANA, che l’amministrazione comunale  intende “ METTERE ALLA PORTA “ sfrattandola a sua volta per la realizzazione del progetto.
Il controsenso o paradosso, comunque lo si definisce  è aberrante, poichè si intende realizzare una struttura per persone della 3° ETA’  ( sfrattando un’anziana signora, mettendola in difficoltà per la ricerca di un’altra abitazione , cosa non facile , e soprattutto causandole  un  “  TRAUMA PER IL DISTACCO DALLA ORIGINARIA E ATTUALE  RESIDENZA “  dove  mia madre  abita da ben 17 anni)    dichiarando    di volere  creare una struttura ( tale dicitura è riportata nelle delibere della G.M. ) che mantenga inalterate le condizioni di cui sopra.
C’è di più, l’amministrazione non avendo ancora la piena disponibilità per questo, definiamolo così, “ incidente di percorso “ ha già concesso in uso la struttura con delibera n° 78 del 20/03/2007 alla Cooperativa sociale un Sorriso per tutti, autorizzando privati cittadini senza nessun titolo ad entrare ed uscire dalla struttura per effettuare sopralluoghi, quando ancora non esiste una soluzione definitiva.
Mi chiedo : TUTTO QUESTO SI PUO’ RITENERE LECITO ?
Ora , premettendo che su queste strutture non è mai stato fatta chiarezza e che nel tempo sono diventati fatiscenti e prive di qualsiasi attributo d’idoneità anche perché è a conoscenza di tutti per la costruzione ( copertura ) è stato impiegato amianto, per il quale  soltanto oggi si parla di bonifica,  come a dire che per questo lunghissimo periodo le bonifiche non erano necessarie, ma urgono  soltanto adesso.
Non penso che l’amministrazione e la Cooperativa Sociale un Sorriso per Tutti, la quale si è attivata per l’ammissibilità del progetto presentato per l’accesso al fondo “ Oasis “ ottenendo il finanziamento per complessivi 102.000,00 € possano fornire “ risposte concrete “ in questo contesto e con questi requisiti alle persone della 3° Età.
Non vorrei che questo tanto decantato Sorriso per Tutti diventi una beffa per tutti e che tutto questo si riduca come spesso , anzi quasi sempre accade, ad un perseguimento di interessi personali ( parliamo di una cifra di 102.000,00 € ) e che in queste paventate  nobili iniziative di nobile ci sia ben poco.
Parliamo dei “ titoli “ che l’amministrazione comunale cita nelle delibere sempre inerenti a questo caso ( precisamente delibera n° 146 del 05/12/2006 e n° 78 de 20/03/2007 ).
Le persone che occupano  attualmente queste strutture prefabbricate, sono poche, quasi nessuno avente titolo per l’utilizzo delle stesse.
Infatti  ci sono cittadini che dallo stato hanno ottenuto i fondi per la ristrutturazione ( legge 219 ) delle abitazioni danneggiate dal sisma e che oggi  occupano questi alloggi mentre le proprie abitazioni  ( ristrutturate ) sono occupate da figli, nipoti ecc…..
Altri invece  hanno tramandato di padre in figlio l’alloggio prefabbricato, come trattasi di un bene di proprietà e  quindi  ereditabile.
Troviamo però anche in queste strutture, persone che come mia madre non posseggono proprietà e indicati come soggetti  non avente titolo.
Concedere titoli e soprattutto privilegi   a proprio piacimento  è diventata un’abitudine che dura da tempo e soprattutto con questa amministrazione, che invece di  valutare e tenere conto   delle condizioni di effettivo bisogno/necessità del singolo cittadino, valuta il colore  politico e l’appartenenza o meno ad una determinata fascia sociale.
Alcuni di questi cittadini, tra cui mia madre, hanno pagato regolare fitto o canone d’uso come attualmente viene denominato dall’amministrazione, senza avere mai un regolare contratto di locazione e comunque si sono adoperati per rendere le proprie abitazioni vivibili, facendo manutenzione a proprie spese.
Nel corso degli anni, però le cose sono cambiate e queste persone hanno ritenuto opportuno non pagare più il fitto  o canone d’uso, perché le amministrazioni comunali  a loro volte non hanno fatto fronte alle continue ed inascoltate richieste, soprattutto di manutenzione straordinaria ( parliamo d’infiltrazione d’acqua, grondaie rotte ecc…. ), riparazioni effettuate dai singoli cittadini.
Altre persone, hanno ritenuto opportuno invece, atteggiarsi a “ terremotati perenni “, con il beneplacito delle amministrazioni, per cui ultimamente si è verificato un’avvicendarsi di cartelle esattoriali e di messa in mora dei debitori che ancora oggi continua,tutti  casi mai regolarizzati dalle persone preposte a questo compito ( G.M. e  uffici di competenza ).
Torniamo ora al corpo di fabbrica individuato dall’amministrazione per la realizzazione di questo fantomatico progetto per gli anziani.
Secondo le accurate “ indagini “ da parte di queste persone “ interessate “ il fabbricato in uso da mia madre è  quello che meglio si presta alla realizzazione del progetto, per  la posizione in cui è ubicato.
Non sarà invece che la scelta è stata fatta  su questa struttura per le condizioni in cui è tenuta  ( grazie agli enormi sacrifici ,alla fatica e ai soldi spesi da mia madre e di tutti gli altri inquilini che si sono adoperati ,anche come operatori ecologici per la pulizia dello spazio adiacente la struttura ),dato che la stessa è UGUALE in tutto e per tutto alle altre strutture, anche per grandezza.
O sarà forse che  comunicare  “ ad una signora anziana e sola “ di lasciare libero il locale occupato entro 15 gg. precisando che in caso d’inadempienza  saranno poste in essere le procedure previste per conseguirne il rilascio è più facile e sbrigativo?
Mia madre, ripeto, occupa questo locale da ben 17 anni, per cui il fabbricato è parte della sua vita, ed inoltre è stata sempre una persona tranquilla, onesta e serena, nonostante abbia condotto una vita di enormi sacrifici per crescere 2 figli da solo e senza l’aiuto di nessuno.
La storia di questa persona diventa ancora più triste, perché da ben 9 mesi questa signora subisce anche molestie notturne, segnalate alle forze dell’ordine, con denuncia contro ignoti nella speranza che i responsabili vengano individuati e che hanno causato alla medesima gravi disturbi di carattere fisico e morale.
In 17 anni non si erano  mai verificati  atti così ignobili  ai danni di mia madre,per cui mi chiedo:  sarà un puro caso che questo accade  proprio adesso?
Questa storia è stata trattata con arroganza e prepotenza.
Come figlia della persona in questione è per un senso di gratitudine che va al di là dell’affetto e del rapporto che mi lega a mia madre, che ha saputo da sola, dignitosamente insegnarmi senza essere persona colta, valori come l’onestà,  rispetto, umiltà e buona educazione al di sopra di tutto.
Infatti, aldilà di tutto io  mi stò attivando per trovare una sistemazione definitiva e non alternativa per lei da quasi 2 anni, cosa   non  semplice ( anche perché bisogna tenere in conto l’aspetto economico ).
Questo perché possa vivere in una vera abitazione la sua terza età senza la preoccupazione di dover affrontare condizioni di disagio psicologico e fisico.
Concludo dicendo che non ho paura di affrontare tutto quello che verrà perché nella vita bisogna avere il coraggio di affrontare qualsiasi cosa e non vivere da codardi.
La mia speranza è che venga fatta piena luce da chi di dovere su questa vicenda con l’augurio che il paese ove sono nata e cresciuta si svegli da questo torpore che spesso avvolge e stringe come in una morsa la ns. piccola comunità e venga fuori la ribellione alle situazioni poco chiare e agli atti vili e meschini.
E’ dovere di ogni singolo cittadino “ GRIDARE “ il proprio pensiero.
“ Il puzzo del compromesso morale “ di cui parlava Paolo Borsellino deve essere spazzato via sempre da una ventata di aria fresca e pulita.

Giuseppina Brescia

Commenti

Ho letto la lettera accorata della Sig.ra Brescia, ora a tale proposito auspicherei una risposta da chi é stato chiamato in causa.

Giuseppe Ticchio

Caro Peppino, non credo che lo “sfogo” della signora  Brescia riceverà qualche risposta da parte delle nostre “autorità competenti”. Il silenzio delle istituzioni regna sovrano in questo piccolo paese, basti pensare che proprio su questo sito, così come pure sui manifestini diffusi i nel paese, ho letto una lettera di protesta scritta dal Docente universitario Prof. Giancane, sulla serata svoltasi in San Fele in occasione del Premio Letterario Penisola Sorrentina, lettera nella quale veniva dato il titolo di “incompetente” al Sindaco di San Fele : Donato Sperduto!
Mi sarei aspettata un commento, una risposta da parte dell’autorità nominata, invece niente, silenzio assoluto…ed io mi sento offesa….Sì offesa!!!! Il Sindaco dovrebbe rappresentare il suo popolo, in questo caso io mi sento rappresentata da un incompetente! Beh non è certo un complimento…. o mi sbaglio? ..
Tornando invece alla lettera della signora Brescia, è ovvio che ha il sostegno  morale di chi come noi ha ancora un minimo di umanità, ma è altrettanto ovvio che, a mio avviso, è l’unica cosa in cui può sperare!.

Anonimo

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