“NO” alla realizzazione del crossodromo di San Fele. La Sezione WWFdel Vulture illustra le ragioni del proprio dissenso.


Di seguito si riporta il testo integrale della lettera inviata dal Responsabile della Sezione WWF del Vulture, Gianfranco Botte, al Sindaco di San Fele, alla Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente, al Presidente della Provincia di Potenza ed al al Presidente della Comunità Montana del Vulture.
“La scrivente associazione è venuta a conoscenza di un progetto per la realizzazione di un crossodromo in località Piano Perazze nel Comune di San Fele e più precisamente nell’area interessata in passato da attività di ricerca petrolifera da parte della Texaco Energia S.P.A..
A tal riguardo il WWF ritiene di dover esprimere grande preoccupazione e assoluta contrarietà nei confronti dell’iniziativa per le seguenti motivazioni :
– la realizzazione di un crossodromo in un’area montana come quella in questione (circa 1000 m.s.l.m.) determinerebbe inevitabilmente un impatto ambientale fortemente negativo in tutto il contesto territoriale, determinato, come é facile comprendere, dalle attività agonistiche e non, che si andrebbero a svolgere in pista con i conseguenti, inevitabili effetti in termini di inquinamento dell’aria, ma soprattutto di inquinamento acustico che verrebbe amplificato dalla particolare orografia della zona. Per queste iniziative, infatti, si prevede la verifica di valutazione di impatto ambientale, ai sensi della Legge regionale 47/98.
– All’impatto di cui al precedente punto si aggiungerebbe quello “indotto” dall’affluenza di appassionati del settore che andrebbero ad utilizzare sistematicamente le piste forestali della zona ben al di fuori dei confini del crossodromo con conseguenze gravissime per l’ecosistema forestale di Monte Santa Croce.
– L’area in questione ubicata in quota, sulle pendoci del Monte Santa Croce, rientra nella perimetrazione dell’istituendo Parco regionale del Vulture-Santa Croce- Bosco Grande- Laghi Grande e Piccolo di Monticchio. Indipendentemente dalla destinazione ad uso civico del sito, quindi, questo denota una chiara caratterizzazione del contesto nel quale si andrebbe a collocare l’iniziativa in oggetto. Una caratterizzazione che fa del Monte Santa Croce e del Monte Pierno il fulcro di un progetto di parco e, quindi, di valorizzazione e di sviluppo sostenibile delle aree montane interne della regione. Di recente, inoltre, è stato elaborato un progetto intercomunale preliminare (San Fele, Rapone e Ruvo del Monte), da candidare nei PIT, per la riqualificazione ambientale di alcune aree naturali di pertinenza dei singoli comuni finalizzata alla fruibilità turistica. Il Bosco di Santa Croce che rientra in tale pianificazione, vedrebbe fortemente penalizzate le proprie possibilità di fruibilità turistico-ricreativa a causa di un evidente elemento di disturbo ambientale, quale appunto la pista di motocross.
– Il sito nel quale si vorrebbe andare a realizzare il crossodromo, sebbene versi in uno stato di abbandono, seguito alla chiusura delle attività di prospezione mineraria da parte della Texaco, potrebbe essere recuperato, anche utilizzando parte delle strutture esistenti, per scopi compatibili con quella che è la vocazione del territorio e con quelle che sono le finalità dell’istituendo parco. In considerazione della posizione strategica e baricentrica del sito nonché dell’agevole accessibilità, inoltre, si potrebbe prevedere l’istituzione di un centro per attività sociali finalizzate alla protezione civile ed in particolare all’antincendio boschivo (campi di volontariato estivi di avvistamento incendi, deposito attrezzature, bacino per il rifornimento di acqua di mezzi antincendio ecc.)
In conclusione, considerando che la realizzazione di una pista da cross, per le sue stesse finalità, non necessita di contesti ambientali di particolare valenza paesaggistica e naturalistica, quali quelle di Monte Santa Croce, ma nei confronti dei quali potrebbe rappresentare fattore di impatto ambientale negativo e penalizzante, auspichiamo che gli organi competenti in indirizzo esprimano un parere negativo nei confronti del progetto e rilancino iniziative che vadano in direzione di un effettivo sviluppo sostenibile del territorio.
Il WWF si pone a disposizione per ogni eventuale, ulteriore chiarimento a riguardo”.
FONTE: WWF VULTURE

 

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